Vedo come "agisci" e capisco cosa "pensi" .
Che ne dite se inventassimo una nuova parola?
Per parlare usiamo i "fonemi": che ne dite se i mattoncini con cui formiamo i nostri pensieri e che determinano il nostro comportamento li chiamassimo "loghemi"?
Sia i fonemi che i loghemi tendono per natura ad una certa immutabilità; se è vero che per i fonemi questo è quasi un obbligo, considerando che su di essi si basa il linguaggio con cui comunichiamo, per i loghemi, se li lasciamo fare di testa loro e decidiamo di considerarli monoliti inattaccabili, beh... Siamo sulla strada giusta per complicarci la vita.
I fonemi è meglio lasciarli così come li abbiamo imparati; è vero che da bambini dicevamo: "Papà attento il semafolo è losso", tuttavia abbiamo cercato il più in fretta possibile di adeguarci ai codici del linguaggio comune del nostro paese ed abbiamo imparato a distinguere i fonemi "lo" e "ro" e a pronunciarli correttamente... Tlanne i giapponesi che si ostinano a considelalli alla stessa stlegua ed il mio amico Davide che, nonostante immani sforzi, non è riuscito a trasformare la "L" in "R" e dice "gvuappa" al posto di "grappa"...
In questo momento, in Polonia, sto lottando con tutte le mie forze per pronunciare "czy" e "ci", dopo un mese passato ad allenare l'orecchio a percepirne la differenza, sono a buon punto: devo solo imparare come cappero posizionare la lingua; ne sa qualcosa Benedetto XVI che invece di "czule" (con affetto) ha detto "ciule" (che con un eufemismo vi traduco in "sciocchino" e per strani casi dell'etimologia in milanese si dice "ciula"), facendo ridere una trentina di milioni di polacchi... Rispettosamente s'intende.
Poi ci sono i toscani che per indicare il concetto di genitore di sesso maschile invece dei fonemi "pa" e "pà" usano unirne altri, usando "ba", "b" e "bo"... Ma questo è un altro discorso e magari lo facciamo un'altra volta.
Torniamo ai loghemi.
Tutte le nostre attività sono guidate dai loghemi; pensate se tutte le volte che dovessimo salire le scale fossimo costretti a pensare: "solleva il piede destro, appoggialo sul gradino, sposta tutto il peso in avanti sul piede destro e libera il sinistro, sposta il sinistro sul gradino che c'è dopo quello su cui è appoggiato il piede destro, sposta il peso sul piede sinistro e libera il piede destro..." saremmo costretti a girare con foglietti delle istruzioni per poterci ricordare tutto, e se fossimo un ghepardo che vuole inseguire la cena e magari non sa neppure leggere, moriremmo di fame... Per questo la Natura ha inventato i loghemi...
Memorizziamo tutto il processo, lo nominiamo "salire le scale" e ce lo troviamo belle che pronto quando ci serve.
Siccome i loghemi, per essere memorizzati hanno bisogno di un cambiamento fisico nel nostro cervelluzzo, abbiamo bisogno di un certo lasso di tempo per far si che diventino automatismi.
Vi ricordate quando abbiamo imparato a salire le scale da bambini? Usavamo solo una parte del processo e lo ripetevamo; una volta che il "salire le scale col destro" era diventato automatico, abbiamo cominciato a sperimentare il "salire le scale con il sinistro" infine abbiamo unito i due processi... So di gente che, avendo voglia di crescere ulteriormente ha memorizzato anche il loghema "salire le scale in modo rapido" sostituendo semplicemente "...sul gradino che c'è dopo quello su cui..." con "...su due gradini dopo quello su cui..." .
Alcuni, poichè sono fermamente convinti della validità del loghema "la gente ammira chi fa cose strane" impara anche a "salire le scale all'indietro"... Ma questo è puro esibizionismo.
Come vedete crescere non è difficile, basta prendere in mano i loghemi, maneggiarli un po' e adattarli alle nuove situazioni: cercare di utilizzare il loghema "guidare tenendo la destra" una volta sbarcati in Inghilterra è sicuramente fonte di guai e sicura declassazione nella classe di merito del bonus-malus.
Anche fare i genitori usando i loghemi ereditati per inconscia emulazione dal proprio padre o madre, quando non addirittura, per interposta persona, dai propri nonni, è sicuramente un ottimo modo per complicare la vita a noi stessi e ai nostri figli: forse, se non altro come gesto d'Amore, converrebbe dare un'occhiatina a questo loghema, di sicuro è un'ottima alternativa a "Kinder fetta al latte" quando viene elargita "al posto di".
I loghemi, una volta installati, lavorano in background (d'altronde sono stati creati per questo) e mica ci si accorge di quel che si sta facendo, magari stai guidando e contemporaneamente riesci a parlare con un amico, magari fai il genitore e contemporaneamente ti stai facendo amenamente i caz...voli tuoi.
Anche il loghema "fare il fidanzato-a, marito-moglie, compagno-a" si installano : di solito si importano per emulazione osservando altre "coppie in azione"...
Cambia il contesto e ci si ostina ad utilizzare il medesimo loghema, perchè ci hanno detto che la "costanza" è una virtù... Meglio tre belle martellate sugli alluci, ci si fa meno male.
Come ho già detto prima, cambiare non è né impossibile né difficile... Basta verificare di volta in volta se il loghema che stiamo utilizzando è ancora attuale, se è ancora adatto alla nuova situazione: basta un decimo di secondo.
La costanza, così utile in certi casi, quando la si applica ai loghemi, diventa una maledizione.
Questo è quello che intendo io con il loghema "crescere".
Da bambini lo facevamo, perché tendiamo a smettere di farlo non appena terminiamo di crescere in altezza? Sarà mica solo pigrizia?
Credo che tutto sia legato all’intelligenza, o meglio alla mancanza di essa… Nessuna persona intelligente avviterebbe una vite con un martello avendo la possibilità di reperire un cacciavite.

