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Uomo libero, felicemente sposato.

giovedì 11 settembre 2008

Perché...

Amo fare salotto. Amo parlare con amiche ed amici, soprattutto ascoltarli, amo frequentare persone che hanno capito che, soli si possono solo fare quelle cose che, mi ricordo quando ero bambino, il prete mi sconsigliava di praticare perchè altrimenti avrei perso la vista; in un certo senso dovrei dargli ragione... Se ci si abitua a soddisfare i propri bisogni nel buio della propria cameretta...
Non sto parlando di quelli, sciocchini!
Era una metafora!

Se ci illudiamo di poter soddisfare i nostri bisogni da soli, perchè il viverci come "esseri bisognosi" costa fatica alla nostra autostima, che non ama sbandierare ai quattro venti i nostri limiti, rischiamo, per ovvi passaggi, di trovarci con il diabete...
Una cosa ho imparato e sto continuando a coltivare con l'aiuto di una buona amica che spero avrete modo di conoscere, se avrà voglia di partecipare a questo salotto: non dare mai nulla per scontato, questo è fonte di incomprensioni; non date mai per scontato, ad esempio, che il vostro rosso sia uguale a quello che gli altri percepiscono... Alcuni non sanno neppure cosa sia il rosso... E non sto parlando dei daltonici... Vabbe'.
Stavamo parlando dei bisogni; per intenderci meglio: io suddivido i bisogni in due categorie, quelli primari e quelli secondari.
Nella prima ci metto tutti quelli che fanno parte della sopravvivenza sia personale che della specie, quindi: mangiare, bere, dormire, la mattina, avendo mangiato e bevuto il giorno prima, di solito facciamo pipì e pupù, poi ci si lava... É vero che molti non sentono questo come bisogno primario, tuttavia bisogna ammettere che il miglioramento dell'igiene sta allungato di molto la vita alla nostra specie..
Poi c'è quello del procreare... Qui la Natura si diverte alle nostre spalle, perchè va a pescare a man bassa nella categoria dei bisogni secondari, si è inventata ad esempio l'innamoramento ...Poi, come si dice in una delle zone del Pianeta che amo molto: "Passata la festa gabbatu lu santu"...
Come continuare a gestire l'innamoramento sono tutti caz...voli nostri.
Nella seconda categoria ci metto tutti quei bisogni che sono legati alla crescita individuale perché come scrisse Dante: "Considerate la vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". É di questi bisogni che mi piacerebbe discutere con voi...
Anche se qualche consiglio culinario, così tanto per educare e godere del "gusto" visto che la Natura non ci ha fatto mancare nulla, magari ci scappa e l'amica di cui parlavo sopra è maestra nell'educare il palato... Dopo aver per anni educato la lingua di qualche migliaio di studenti ad esprimersi in idiomi diversi.
Ad una cosa dobbiamo rassegnarci, siamo "esseri sociali", per questo ho aperto questo blog.

7 commenti:

KattaZac ha detto...

evviva ^^ adesso puoi anche mettere tutte le nostre conversazioni, chissà che non servano a qualcuno per crescere :D
baci
Tuafiglia

Patrizia Comino ha detto...

Benvegnuto nel mondo dei bloggari!! :D
è un piacere leggere e deliziarsi con le tue bellissime foto, papà di Kat!!

un salutone
Patty!

zac ha detto...

Grazie Patty, sai cosa mi piace di tutta questa storia...
Il rendersi conto di quanto i figli aiutino a crescere, però al tuo aspetta che abbia almeno 25 anni per confessarglielo... Altrimenti si monta la testa.
Un abbraccio

asu ha detto...

*___________* ma non ghe credo! te sei fatto il bloggo pure te! e che figata mo te linko al volo!

bene pure io adoro fare salotto! se non ti spiace mi preparo del té. uh uh.

"fatti non foste a viver come bruti..."
mi fa un enorme piacere rileggere quasta frase dell'illustre. dalla prima media è stata come un motto che mi son portata avanti nella mia crescita come "essere propenso al sapere" anche grazie a un'insegnante (la migliore che io abbia avuto nel mio iter scolastico e universitario). breve oratio che dante fa pronunciare a ulisse. colui che usava l'intelletto come miglior arma tra gli achei chiamati a partecipare alla guerra di troia. guarda a caso protetto proprio da quella divinità nata dal cranio di zeus, atena, dea della sapienza. ora il sapere, la conoscenza, sono concetti che erroneamente attribuiamo a persone di cultura, gli studiosi in generale. peccato che io abbia conosciuto più ignoranza tra gli universitari che altrove... probabilmente perché l'attitudine allo studio viene erroneamente associata all'intelligenza. orde d'insulsi personaggi arrichiti di trenta e lode perdersi in bicchieri d'acqua! mi domando quindi: a cosa serve un ricco archivio d'informazioni senza quell'ingegno e quell'acume, propri dell'eroe e re di itaca?

zac ha detto...

Asuuuu!!!!
Che piacere leggerti!
Non solo del fatto che tu sia qui, ma il piacere di leggere quello che hai scritto.
Troppo spesso il sapere invece che essere trasformato in "Fare", viene usato per pavoneggiarsi... Una specie di "Status Simbol" intellettivo, viene declassato nella categoria dell'Avere.
Viviamo in una società che deve quantificare tutto, anche il non quantificabile: quanti chili di "sapere" abbiamo io e te messi insieme?
Eppure voi che sapete da uno schermo o da un foglio bianco creare emozioni vi avvalete di "mani sapienti"; mani che guidate da una mente sapiente, trasformano tracce invisibili in segni che gli altri possano interpretare.
Il "Sapere" è come il mercurio, non appena cerchi di afferrarlo, ti sfugge tra le dita in mille palline.
É più facile scoprire cosa non si sa pittosto che cercare di fare un'inventario di cosa si conosce.
Ulisse in viaggio alla ricerca di ciò che ancora non si conosce...
Qualche volta si scopre che alcune cose già si sono conosciute e si "riconoscono"... Un momento di coccole per la propria autostima.

asu ha detto...

sapere sapere... come il mercurio. sìsì. motto numero 2 / storiella del venerdì sera: sapiente (saggio) è colui che sa di non sapere. ^^ apologia, platone.

[...] - E anche sapete che uomo era Cherefonte, e come risoluto a qualunque cosa egli si accingesse. Or ecco che un giorno costui andò a Delfi; e osò fare all’oracolo questa domanda: domandò se c’era nessuno piú sapiente di me. E la Pizia rispose che piú sapiente di me non c’era nessuno.
[...]
Udita la risposta dell’oracolo, riflettei in questo modo: “Che cosa mai vuole dire il dio? che cosa nasconde sotto l’enigma? Perché io, per me, non ho proprio coscienza di esser sapiente, né poco né molto. Che cosa dunque vuol dire il dio quando dice ch’io sono il piú sapiente degli uomini? -

e cosa fa? si mette alla ricerca ^^ parla con politici, poeti e artisti.
ma...

[..] - ognuno di essi presumeva di essere sapientissimo anche in altre cose assai piú importanti e difficili; e questo difetto di misura oscurava la loro stessa sapienza. Sicché io, in nome dell’oracolo, domandai a me stesso se avrei accettato di restare cosí come ero, né sapiente della loro sapienza né ignorante della loro ignoranza, o di essere l’una cosa e l’altra, com’essi erano: e risposi a me e all’oracolo che mi tornava meglio restar cosí come io ero. -

°°/ notte notte

Unknown ha detto...

ciao Zac, bell'idea! Alessandro